Michelangelo Pistoletto Terzo Paradiso

Michelangelo Pistoletto

Profili Artistici

La pace inattuata, la pace desiderata. Percorso materico e concettuale dell’arte contemporanea. Momenti di riflessione


prof.ssa Carmela Amati

Un mondo come quello attuale predispone nel tempo di un battito di ciglia, la riformulazione di ordine e dis-ordine. Gli scarti minimi tra il prima e il dopo creano cambiamenti ultraveloci. Tecnologia e ora Intelligenza artificiale con infinite possibilità invadono le sfere del pubblico e del privato.

Michelangelo Pistoletto

Tutti gli abitanti del pianeta terra sono vincolati ad essere coinvolti: non è permesso arretrare ma solo proseguire. Non c’è tempo per l’”otium”di Seneca e Cicerone (lo studio delle arti liberali e la filosofia, la ricerca della verità e il miglioramento della vita interiore) ma solo per il “neg-otium” (le attività al servizio dell’ ordine costituito al momento). Come i romani scelsero i ”negotia” per la costruzione dell’impero, anche noi, pur se involontariamente sfidiamo il tempo che non ha  margine per il pensiero e i suoi derivati, e ci adoperiamo per una stressante vita alla ricerca compulsiva del maggiore benessere, dei soddisfacimenti dell’ego, purtroppo indotti, beni non necessari che creano dipendenza per quelli successivi. L’ordine che si costituisce ci fa sentire più liberi ma la sicurezza impone limiti più stretti della vera libertà.

L’arte, in questo vortice di tempo e storia contemporanea, continua la sua mission diramandosi in svariate costellazioni di stili forme e performance che comunque incidono sulla nostra vita, teatro oggi più che ieri di bombardamenti continui di comunicazioni e messaggi spesso e anche indesiderati, oltre che di quelli reali e preoccupanti riproposti come guerra a soluzione i conflitti, guerra e distruzione alla ricerca di una pace che si allontana sempre di più. L’arte è una metafora della condizione umana, lo è stata in ogni tempo.

L’artista di oggi è l’artista di sempre che formula con la sua opera la visione del tempo che vive attraverso un amalgama di percezioni, di stati d’animo, creatività inusitate, inquietitudini interiori, entusiasmi e delusioni. L’arte è quanto si muove intorno a lui e quanto quell’intorno provoca e crea nel suo intimo. L’opera del vero artista svolge e racchiude l’umanità nella sua complessità che diventa sempre più plurale perché il mondo è pluralismo macrocosmico che si riflette nei microcosmi delle specie umane, donne e uomini in prima linea.

Chi tenta di leggere l’arte si coniuga con la storia intera e in questo groviglio cerca di mettere ordine nel tentativo di prendere coscienza e dare una lettura degli accadimenti artistici. Impresa difficoltosa perché il multiforme è spesso trasversale e impone vari livelli di lettura e interpretazioni. Adrian Paci in una opera performativa, un video installativo intitolato “the column”, la colonna, racconta di un blocco di marmo lavorato su una imbarcazione da carico proveniente dalla Cina. È la visione di un affresco in movimento.

La “tras-formazione” è l’epopea del viaggio di cinque artigiani scultori che trasformano il blocco senza forma in prodotto finito, lavorando tutto il tempo. Mani operose e strumenti sulla pietra scandiscono la velocità del tempo e della trasformazione del blocco in colonna durante il tragitto da oriente a occidente, mondi prima lontani ora strettamente interconnessi che si influenzano attraverso l’opera e si coinvolgono vicendevolmente. Le letture di quest’opera portano a decodificare la connessone di interscambio reciproco tra culture ed economie con dubbi e criticità che mettono insieme mondi diversi che sembrano eliminare i vuoti per la stretta interconnessione.

Manifattura e viaggio sono sulla stessa linea di percorrenza. In questa opera passato, presente ed elemento mitologico si uniscono nella logica del capitalismo e del profitto che riducono al minimo i tempi e gli spazi di produzione all’unisono con il trasporto. L’arte è nella forza delle immagini, delle emozioni, nel suo simbolismo che vanno oltre della trasmissione temporale del racconto. È arte perché assume la dimensione della “atemporalità” conferendole la propria “eternità”.

In una opera d’arte si traferisce un mondo di significanti e significati, di deformazioni e denuncia di pericolo, tanto da renderne le tante letture un bisogno immediato per la sua interpretazione efficace. Il messaggio artistico-poetico di esempio efficace dell’arte è reso in modo magnifico e magico da Pistoletto grande artista del nostro tempo.

La sua arte si dispiega trasversalmente a vari livelli nella comunicazione che interpreta il bisogno etico dell’umanità che vuole sopravvivere agli orrori della guerra e della distruzione nella “poesia” della pace, la pace che ridona armonia al tempo e alle azioni dell’umanità. Nel suo progetto Infinity come un vate predicatore Pistoletto raggiunge i luoghi del mondo per portare il suo messaggio chiarificatore di pace, cui tende a dare una validità scientifica unica e valida perché l’uomo si immetta sulla strada della sua salvezza.

Artista proveniente dall’arte povera raggiunge attraverso la materia “povera” le alte vette dello spiritualismo toccando in chi si immerge nelle sue opere le corde della grande armonia che la natura ci offre nel “primo paradiso” che  poi si concretizza con l’azione artificiale dell’uomo nel secondo paradiso che assurge alla vetta di un surrealismo visionario nello svuotamento di ogni perversione individuale e di potere per approdare a un “terzo paradiso”, ora sospeso, dove un mondo di fusione tra uomo e tecnologia si fondono.

Simbolo dinamico matematico infinito, punto di incrocio e di finito dà luogo al momento continuo nella realizzazione armonica del vivere. Il quadro specchiante è infinito non c’è il momento fisso o assoluto, esiste una combinazione possibile che non esisteva e che dà luogo ad altri infiniti momenti.

L’arte per Pistoletto non è la cosa, non è l’universo, è l’immagine delle cose anche di quelle da portare a termine e che dopo il “termine” si evolvono in cose “altre”. L’arte ha sempre combinato tutto dice Pistoletto, creato una condizione parallela che è un artificio. L’artista è unico. Dà visione della complessità e della ricchezza delle culture del mondo e offre possibilità di intuire l’importanza della prevenzione dei conflitti nel mondo.

La costruzione della pace può avvenire solo attraverso il dialogo, la comprensione, la cooperazione reciproca. La diversità delle culture che si affacciano sul mare nostrum è presente nella visione delle sue opere simbolo dinamico della linea che incrocia sé stessa e si allunga all’infinito nella continuazione/combinazione di altre diversità e mondi.

Venere degli stracci oltre ad essere una critica sociale su diversità e uguaglianza rimane sempre un monito all’umanità per riflettere sull’idea di bellezza, la sua fragilità e vulnerabilità.

Il maestro dei “Quadri specchianti” cerca l’identità coniugata tra sé e il mondo, tra il prima e il dopo del tempo. Lo specchio porta il mondo nell’opera, è l’infinito dell’umanità, un presente mutevole da cui passano le linee del tempo. Chi ammira l’opera diventa parte dell’opera tanto che la distinzione tra l’opera d’arte e la realtà diviene sfumata e si annulla. Due finiti sovrapposti e incrociati danno l’infinito. “Specchio” per l’artista è la relazione tra l’artista e la realtà, è l’interrogazione tra lui e il mondo. l‘arte è una sorta di attività combinatoria.

L’artista è il “mago” della trasformazione umana, la magia serve per far succedere qualche cosa, per riproporre la formula della creazione. La creazione è nel suo pensiero è arte pensante. La mano dell’uomo della caverna è diventata arte, comunicazione, tempo infinito.