Myrtide e il mistero del Virus

Scrittura

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 Myrtide e il mistero del Virus

Quando la Scienza incontra l’Arte

di Sofia Katara Xilogiannopoulos

“La città di Atene si trova in guerra contro Sparta. Ma io non ne so molto. Ascolto gli adulti parlare. Il nostro capo, Pericle e il resto di quei saggi, che ci governano. Tutti sono ottimisti. La nostra grande Atene, la preferita e benedetta, la più gloriosa di tutte, vincerà senz’altro. Solo che, ultimamente sento delle voci ansiose. Parlano di un nemico strano, invisibile, mai noto prima. Non gli Spartani. Una malattia.  I vicini di casa sono malati. La mia amica non è venuta oggi a trovarmi, a giocare insieme. Ha la febbre. E pure io, non mi sento molto bene. Addirittura stamattina, mia nonna mia ha guardato con occhi pieni di lacrime e ha detto qualcosa di mal auspicio: Grande Atena, protettrice nostra, abbi pietà della mia piccola, ne ha solo undici anni!

Myrtide

La piccola sono io. Ho undici anni. E mi sento debole e triste. Ho paura che non farò in tempo per conoscere il mondo. E che nessuno sentirà mai di me…”

430 A.C. Durante la Guerra Peloponnese Atene si trova in mezzo ad una epidemia catastrofica. L’un terzo della sua popolazione (50.000 persone circa) muore tragicamente, mentre la vittima più famosa di questa strage atipica è innegabilmente Pericle.

1994-1995. Durante gli scavi e le opere della costruzione della Metropolitana di Atene, vicino alla odierna fermata di Syntagma, viene portata alla luce una fossa comune risalente all’epoca dell’epidemia antica. Moltissimi corpi erano stati buttati dentro, in fretta, senza gli onori funerali opportuni, tranne 30 vasetti, insignificanti in rapporto alle 150 persone seppellite. Tra di loro, una bambina di undici anni, che ha colpito gli scienziati dal primo momento, grazie a una sua caratteristica unica. Il suo teschio era rimasto completamente intatto! La sua dentiera forse non era esteticamente perfetta. Ma ci ha offerto un dono inestimabile. La soluzione di uno dei misteri più vecchi per entrambe la Storia e la Medicina. La vera causa della morte di Pericle e gli altri ateniesi concittadini. Dentro uno dei suoi denti hanno isolato il virus fatale e tutta la circolazione di voci, teorie e ipotesi è arrivata alla sua fine. La malattia responsabile aveva finalmente un nome. “Salmonella enterica serovar Typhi”.

L’altra cosa importantissima in rapporto a questa bambina antica è che il ricercatore dott. M. Papagrigorakis vedendo la situazione perfetta del suo teschio ha deciso di ricostruirne il volto e dopo aver collaborato con esperti di Svezia ci è riuscito.

Oggi la bambina, tipicamente denominata Myrtide da un nome diffuso dell’epoca, ci guarda col modo innocente di una anima pura, morta prima di cominciare a vivere. Forse era stata una schiava, una bambina di origini umili, chi se ne importa… Per noi è una nostra guida al passato, la nostra maestra di Storia più dolce, una nostra amica così vicina e altrettanto lontana…

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