Michael Kenna

Le atmosfere del Po negli scatti di Michael Kenna

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Michael Kenna

GIANMICHELE PAVONE – Il palazzo ducale di Guastalla (RE), uno tra i più caratteristici centri urbani della Bassa Reggiana, ospiterà fino al 6 gennaio una personale del fotografo inglese Michael Kenna, inaugurata nello scorso mese di ottobre.

Nato nel 1953 a Widnes, una città industriale vicino Liverpool, e formatosi negli ambienti cattolici prima di decidere di dedicarsi all’arte, Kenna ora vive a Seattle ed è noto per le sue fotografie in bianco e nero, realizzate con lunghissime esposizioni (fino a 10 ore) e spesso catturate nelle atmosfere rarefatte dell’alba o di notte: «vediamo tutto a colori – spiega Kenna – Il bianco e nero, invece, è una riduzione essenziale della stimolazione sensoriale che permette alla nostra immaginazione di attivarsi di più. Il bianco e nero dice precisamente che questa è un’interpretazione, non è un tentativo di copiare ciò che vediamo con i nostri occhi. […] Preferisco suggerire ciò che non posso vedere, ma che immagino possa esserci: strati sottostanti nascosti nella nebbia e nell’oscurità o nascosti oltre i bordi della cornice». Kenna ritrae la natura e le opere dell’uomo: spesso vi rimane fermo per ore a studiarli, esplorarli, entrando così in simbiosi con il mondo circostante. Privilegia i luoghi incontaminati, in cui la presenza umana è inesistente, e anche laddove si tratti di località turistiche, queste assumono nella sua ricerca stilistica un significato simbolico grazie alle atmosfere che riesce a creare.
Le sue fotografie sono state esposte in Asia, Australia ed Europa e sono tuttora presenti nelle collezioni della National Gallery of Art di Washington D.C., nel Patrimonio Fotografico di Parigi, nel Museo di Arti Decorative di Praga e nel Victoria and Albert Museum di Londra. Kenna ha anche lavorato per clienti come Volvo, Rolls-Royce, Audi, Sprint, Dom Perignon e The Spanish Tourism Board, e nel 2000 il Ministero della Cultura francese l’ha nominato Cavaliere dell’Ordine delle Arti e delle Lettere.
L’esposizione di Guastalla, invece, è composta da 100 fotografie realizzate nel corso di dodici anni, dal 2007 al 2019 (altra caratteristica di Kenna è quella di dedicarsi ai progetti fotografici per parecchi anni prima di approdare alla stampa, curata meticolosamente senza tecnologie digitali), dalla sorgente alla foce del fiume più lungo d’Italia, partendo dalle montagne piemontesi per arrivare alle rive dell’Adriatico, attraverso le ampie distese della Pianura Padana.
Dalle immagini, confluite peraltro in una pregevole pubblicazione edita da Corsiero Editore nel 2020, traspare un rapporto molto intenso con quello che il fotografo inglese ha definito «un caro, vecchio e saggio amico» e gli occhi del visitatore sono attratti da scorci di un tempo sospeso valorizzati da un efficace allestimento in cui le fotografie sono illuminate senza alterare in alcun modo la loro potenza comunicativa.
«Come si può non essere colpiti dal grande fiume Po? – ha affermato nel corso di un’intervista – È potente, bello, carismatico e ha un’attrazione singolare e magnetica».

Michael Kenna opera
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