Arte italiana nel secondo dopoguerra

L’Arte italiana nel Secondo Dopoguerra

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I Grandi nome dell'arte italiana nel Secondo Dopoguerra

Arte italiana nel secondo dopoguerra

La galleria Pisacane Arte presenta la mostra L’Arte italiana nel Secondo Dopoguerra con serata di inaugurazione mercoledì 9 Marzo, alle ore 18.30. Un interessante excursus tra i grandi nomi dell’arte italiana del Secondo Dopoguerra.

Verranno presentate in esposizione delle sezioni che indagheranno i grandi autori italiani tra le varie influenze ed i vari movimenti artistici e delle avanguardie che hanno caratterizzato la rinascita del nostro paese dopo la Seconda Guerra Mondiale: Pop Art, Neorealismo, Movimento Nucleare, l’Arte Informale e Metafisica e l’Astrattismo formale del Gruppo Corrente.
Alla fine del grande conflitto mondiale, la popolazione e con lei gli intellettuali erano profondamente scossi, turbati e provati da tutti quegli anni di disperazione.
Si cercò così di ricostruire una nuova normalità, che però non tralasciasse gli insegnamenti e le difficoltà di quel periodo.
Così anche il mondo dell’arte cercò a proprio modo di esprimere questo senso di inquietudine, che nel tempo fu una panacea per una nuova rinascita.
Tutto il secondo Novecento è caratterizzato da una ricerca che in qualche modo si ribella e critica il regime, e più in generale, si fa portavoce di rivolta sociale, un mezzo di riflessione alla portata di tutti, che possa esprimere quello che le parole non sempre possono descrivere fino in fondo.
Ad esempio, Renato Guttuso elabora una pittura di impegno civile con l’inserimento di elementi più classici imparando la lezione Metafisica, dando vita alla corrente Neoespressionista.
Anche Enrico Baj, intraprende un percorso di critica sociale molto severo, ma al contempo sprezzantemente ironico, dove i poteri forti sono degli ominidi informi privi di ogni dignità perché obnubilati dal potere.
Altri artisti, come Emilio Vedova esprimono quello stesso sentimento di disagio e turbamento attraverso sperimentazioni informali, dove l’atto artistico, il colore e le forme contorte e nervose si fanno elemento principale al quale viene affidato il contenuto degli artisti che decidono di approfondire quel tipo di arte Astratta, ai quali possiamo associare anche Emilio Scanavino.
Poi arriva la Pop Art, portavoce di benessere; si abbandona la dimensione più intima per approfondire la nuova società non priva di critiche, ma dai toni più distesi.
Ecco che artisti come Mimmo Rotella e Mario Schifano portano la propria arte alla ribalta, gli elementi usati e le icone si riferiscono alla cultura popolare, Pop, appunto.
I materiali usati sono quelli di uso comune, ma manipolati dall’artista, gli strappi di Rotella testimoniano comunque un passato difficile vissuto in piena Seconda Guerra Mondiale e che, inevitabilmente, segnerà la sua vita.
Contemporaneamente Mario Schifano sviluppa un’arte legata alla Pop Art americana, ispirata da Andy Warhol, con l’uso di marchi famosissimi come la Coca Cola, eredità raccolta poi da moltissimi artisti a noi contemporanei. Anche le tecniche e i materiali usati sono fonte di sperimentazione che gli permettono di evolvere insieme al contesto culturale in cui si sviluppa l’Arte Pop.
All’interno della mostra saranno esposti diverse opere uniche e multiple dei grandi maestri storicizzati dell’arte italiana del secondo dopoguerra: Mario Schifano, Mimmo Rotella, Emilio Scanavino, Eugenio Carmi, Emilio Vedova, Enrico Baj, Renato Guttuso, Valerio Adami, Giorgio Morandi, Mimmo Paladino, Piero Dorazio e Salvatore Fiume.

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