Mostra Boldrini Bologna

L’arte del Boldini a Bologna

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Dal 29 ottobre al 13 marzo rivive il "pittore dell'eleganza"

Mostra Boldrini Bologna

ALESSANDRA POLITI – A novant’anni dalla scomparsa di Giovanni Boldini, artista ferrarese specialista in ritratti femminili, Palazzo Albergati celebra la ricorrenza con una grande mostra di oltre 100 opere, tra dipinti ad olio e pastelli, a lui dedicata, curata da Tiziano Panconi, massimo esperto dell’arte di Boldini e con la collaborazione del Museoarchives Giovanni Boldini Macchiaioli di Pistoia, il Museo Giovanni Boldini di Ferrara, i Musei di Nervi-Galleria d’Arte Moderna di Genova, il bolognese ‘Ca La Ghironda-Modern Art Museum.
Cosa ha trasformato la vanità di una donna in posa in capolavori senza tempo?
Cosa troviamo negli sguardi languidi e romantici delle dame dell’Ottocento?
Cosa arriva ancora a noi di quell’epoca così affascinante ed elegante, meglio conosciuta col nome francese di Belle Epoque?
Basta una sola parola per rispondere a tutte queste domande: l’anima.
Si, perché Boldini, con le sue raffinate pennellate ripercorre un periodo storico, quello che va dalla fine dell’Ottocento alla Prima Guerra Mondiale, con uno stile che ne sottolinea la spensieratezza, l’ottimismo, la creatività, la fiducia nel futuro.
Due grandi drammi porranno fine a quella grande festa, in cui si danzava a ritmo di Can Can, in cui si viveva alla “Bohemien”, in cui Impressionismo e Simbolismo rivoluzionavano il mondo dell’arte, in cui D’Annunzio professava nel “Piacere” il mito del superuomo: l’affondamento del Titanic nel 1915 e lo scoppio della Prima Guerra Mondiale.
Giovanni Boldini ha 25 anni quando si trasferisce a Parigi, città in cui vivrà e in cui conoscerà grandi artisti, come Manet e Degas, pittori impressionisti.
Frequenterà i salotti intrisi dal profumo di quelle donne che dipingerà, nella loro natura più effimera, nella loro vaporosa vitalità, cogliendone in ognuna il tratto distintivo, la fulgida bellezza, consegnandole all’immortalità.
Parigi e il Moulin Rouge.
Parigi e “Le Chat Noir” a Montmartre.
Parigi e L’Art Nouveau.
Parigi e l’Orient Express.

Boldini diviene così il pittore di tutte le bellezze parigine. Le sue opere sono istantanee di grande fascino di quella città, dei suoi salotti, ma anche dei suoi caffè, della Senna, di Versailles, degli atelier, dei giardini in fiore, delle strade.
Sulla scena artistica di fin de siècle, Boldini imporrà la sua formazione professionale sempre più completa, sempre più affermata. La sua pittura diventerà audace e sperimentale: alla base di ogni creazione porrà uno studio attento e rigoroso, una profonda riflessione. Ballerini, cantanti, musicisti, amici, colleghi, dame, contesse, nobildonne: ne coglierà il carattere, le qualità, i sentimenti, oltre che le forme e le fattezze fisiche e sarà consacrato per la sua maestria fra gli artisti più celebri del suo tempo.
Doveroso, a questo punto, almeno citare i suoi quadri più significativi: Ritratto di Giuseppe Verdi con cilindro (1886), Robert De Montesquiou (1897), Madame Veil Picard (1897), La marchesa Luisa Casati con un levriero (1908), La signora in rosa (1916).
A Parigi Giovanni Boldini morirà nel 1931, in balia di un mondo che stava cambiando, lasciandoci in eredità il suo laborioso cavalletto, strumento di piacere del nostro peintre italien de Paris, ma soprattutto la sua irripetibile, intensa bravura nel coglier l’attimo in un volto e renderlo immobile nel tempo.

Mostra Giovanni Boldini
Palazzo Albergati via Saragozza 28 – Bologna
Visitabile dal lunedì al venerdì, dalle 15.00 alle 20.00 a partire dal 29 ottobre
Biglietto acquistabile anche online.

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