“La metamorfosi” a Barsento

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“La metamorfosi” a Barsento

tra le note di Francesca Benetti e le opere di Rossella Mercedes.

di Gianmichele Pavone

Chiesa di Barsento a Noci
Chiesa di Barsento a Noci

Il 29 agosto, nella suggestiva location della Chiesa di Barsento a Noci (BA) si è tenuto il concerto “Verde Barocco” con la tiorba e la voce di Francesca Benetti, originaria di Trento, diplomata in chitarra classica al Conservatorio “Benedetto Marcello” di Venezia, e specializzata alla Hochschule der Kuenste (Università delle Arti) di Berna e a Basilea presso la Schola Cantorum Basiliensis.

L’evento si colloca all’interno del calendario degli appuntamenti della quinta edizione del festival Barsento Arte, organizzato dall’associazione culturale Luminares con il patrocinio del Comune di Noci e dedicata quest’anno al tema “la metamorfosi” («tutto si trasforma, nulla muore: vaga lo spirito…» Ovidio).

Uno egli aspetti fondamentali della rassegna nocese è dato dall’attenzione costante verso il mondo vegetale: l’obiettivo che si prefiggono gli organizzatori, infatti, è quello di valorizzare i luoghi grazie alla proposta artistica, che si armonizza con il territorio in un processo di metamorfosi, facendo rivivere l’anima di Barsento, da sempre crocevia di incontri e scambi non solo commerciali.

Il repertorio, costruito attorno alle metafore della natura, care alla Benetti (e da qui il titolo “Verde Barocco”), ha spaziato da brani della tradizione musicale seicentesca scritti da Girolamo Kapsberger (1580-1651), virtuoso veneziano della tiorba, Alessandro Piccinini (1566-1638), compositore bolognese, Bellerofonte Castaldi (1581-1649) di Modena e Tarquinio Merula (1595-1665) di Busseto, fino a brani contemporanei composti quest’anno da Livio Bartolo (anche lui ospite della quinta edizione del festival) e da Naomi Ní Bháiréil, con cui Francesca Benetti ha intessuto preziose collaborazioni artistiche.

Ultimo brano del repertorio: Where the wild roses grow, ballata scritta Nick Cave and The Bad Seeds e cantata con Kyie Minogue nel 1995, riarrangiata dall’artista in un’originale esecuzione per tiorba per sensibilizzare gli spettatori sul tema della violenza nei confronti delle donne.

Nel corso del festival, la chiesa di Barsento ha ospitato, inoltre, le opere della graphic designer ed illustratrice Rossella Mercedes in una mostra dal titolo “La delicatezza delle radici che emersero”: nei disegni della visionaria artista barese l’intreccio tra alberi e corpi femminili si muove su una soglia di transizione in cui i due mondi (uno stabile e radicato, l’altro fragile e decadente) si modificano a vicenda.

 

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