Decostruttivismo

Il Decostruttivismo in Architettura

Architettura Arti Visive

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Il Decostruttivismo in Architettura

a cura di Casale Luigi

In Architettura il significato di Decostruttivismo si è venuto modificando secondo due punti di riferimento : il Costruttivismo Russo degli anni “20” e la decostruzione post- strutturalista sorta in America negli anni “70”. Mentre il Costruttivismo Russo nasce come movimento di rivolta al regime Staliniano nel fallito tentativo di ricreare il progetto di una arte popolare attraverso una industria slegata dagli interessi capitalistici ed è campeggiata da artisti affermati come El Lissitskij e Tatlin, il Decostruttivismo si sviluppa sotto la spinta di alcuni studi americani tra cui il gruppo dei “Site”, le opere di Gordon Matta Clark e i progetti di Lapo Binazzi. Il termine Decostruttivismo anche se grammaticamente si può intendere come smontaggio delle parti di un tutto e in francese si riduce negativamente come distruzione, rappresenta l’atto del decostruire inteso come “smontaggio “ e verrà applicato alla Architettura Moderna con riferimento linguistico al Costruttivismo Russo. Mentre in Europa il dibattito sul Costruttivismo si sviluppa soprattutto in ambito filosofico, in Amarica troverà interesse in campo letterario.

Appuntamento importante di questo nuovo linguaggio che si opponeva al decorativismo accademico risulta la importante Mostra organizzata da Philip Jonson e Marc Wigley presso il Museum of Modern Art di New York nel 1988 in cui vi aderirono numerosi architetti tra cui Frank O. Ghery, Daniel Libeskind, Peter Eisenman, Zaha Hadid e Bernard Tschumi che furono i principali fautori di questo nuovo linguaggio. Alcuni mesi prima la Tate Galery di aveva organizzato il suo primo “ International Simposium on Decostruction “ che implicava molti riferimenti alle arti visive oltre che all’Architettura, con l’adesione di molti artisti decostruttivisti neo moderni tracui : Schnabel, Polke, Morley, Baselitz, Guston, Kilfer, Koons, Bickertan, e Twins.

In realtà il Decostruttivismo stravolge il concetto di architettura tradizionale, superando l’idea del Moderno. Non si pone come un nuovo Movimento, ne come nuovo Stile, essendo le sue basi soprattutto di origine filosofiche, ma si pone come atteggiamento, come spinta liberatoria, come un “assurdo “ che prende forma per cui ogni progetto è un pezzo autonomo che contiene in sé tutta la individualità del progettista. Questo disegno individuale che supera gli schemi del progetto, rappresenta il fatto veramente nuovo, infatti gli architetti che operano in tal senso, sembrano abbandonare nel territorio i frammenti di una idea come la base di una invenzione di un processo progettuale; interpretando singolarmente l’idea di frammentarietà.  Vittorio Magnani Lampugnani scrivendo nella rivista Domus, considera i lavori degli Architetti come virtuali frammenti di una decomposizione fenomenologica, d’altra parte il Decostruttivismo, sembra voler ripercorrere , stravolgendoli e rovesciandoli, i caratteri del Costruttivismo Russo. E’ come se l’Architettura Decostruttivista facesse esplodere il progetto Costruttivista per poi ricomporlo rovesciato, sconvolto e distorto. Quello che caratterizza l’operato di questi architetti è un modo di operare che non prevede una soluzione generale, ma tenta tante singole soluzioni che combinate ed assemblate formano il tema finale, per cui questa Architettura appartiene più al togliere che all’aggiungere nel senso che tende a decomporre per poi unire i vari pezzi spesso in disaccordo tra loro. Per Alessandro Mendini radical e postmodrno, il Decostruttivismo è un fenomeno limite di esasperazione della vacuità del decorativismo e porta a frantumare la materia dell’architettura smontando edifici e città fino alle estreme conseguenze. Il decostruttivismo che si inserisce nel filone concettuale dell’Arte contemporanea, porta a mio avviso una carica di rinnovamento al panorama artistico senza diventare una moda, arricchendo il linguaggio simbolico del fare architettonico, portando al limite le possibilità di alcuni materiali innovativi a scapito di costi a volte sproporzionati rispetto alle strutture più tradizionali.

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