Pietraperzia lu signuri di lifasci

I riti del Venerdì Santo a Pietraperzia

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I riti del Venerdì Santo a Pietraperzia (Enna)

di Silvia Bertani

Il venerdì santo del 2020 un’unica fascia, realizzata nel 1910, ha avvolto il SS. Crocifisso lu Signuri di li fasci.
Sembrava un fatto storico e ne abbiamo sùbito dopo lasciato memoria sulla stessa fascia, pensando che non si sarebbe ripetuto. Ancora una volta sarà questa sola fascia ad avvolgere il SS. Crocifisso!

Gesu

Anche quest’anno la processione di lu Signuri di li fasci non potrà svolgersi!  Non è facile descrivere a coloro che non vi hanno mai partecipato,  i sentimenti, le emozioni che si vivono durante la processione.
La devozione al Crocifisso è  legata alla chiesa di Maria SS. del Soccorso dove ha la propria sede la Confraternita omonima.  Le celebrazioni cominciano alle ore 15, in un  silenzio surreale, i Confrati depongono il Crocefisso prelevandolo dalla cappella. Coperto da un telo di velluto viola, viene portato nella vicina chiesa “Madre” per la passione e morte di Gesù.
I fedeli sfilano davanti al Cristo portando a benedire, secondo l’antica tradizione, un nastro di colore rosso, simbolo della Passione di Gesù Cristo, della misura del corpo del Crocifisso, sul quale viene misurato, da cui deriva, appunto, il nome di misuredda (piccola misura). La “misuredda” viene legata ad un braccio in segno di protezione e viene successivamente conservata dai fedeli.
La Croce è costituita da una trave di legno di cipresso di circa nove metri di altezza che viene innestata su una base cubitale in legno di rovere detta “vara”.
Alle ore 18.00 i Confrati iniziano il montaggio del fercolo, portando fuori dalla chiesa la Croce che viene  montata nella vara e posizionata nel preciso posto in cui avverrà l’alzata.
Il cerchio in ferro viene montato nella parte alta della Croce ed inizia da questo momento la legatura delle fasce che si protrae fino alle ore 20.00.
Le numerose fasce che cominciano ad essere annodate sono strisce di lino bianco della lunghezza di circa 32 metri e della larghezza di circa 40 centimetri, che vengono allacciate alla Croce a metà della loro misura totale, producendo il raddoppiamento del numero reale delle stesse.
Vengono montati i raggi ed infine “lu munnu” un globo di legno e vetri colorati, simbolo dell’universalità del Cristo.
I confrati disposti a catena dentro la chiesa del Carmine perpetuando l’antico rito del “passamanu“, con sincronico e commovente passaggio da una mano all’altra, permettono al Crocifisso di giungere all’esterno, mentre invocano “Pietà e Misericordia Signuri”.
Sulla Croce, pronta per essere innalzata, il Crocifisso viene posto dal Governatore.
Ai piedi del Crocifisso vengono posti dei fiori che ogni anno arrivano da parte di anonimi fedeli.
Con lo sguardo volto ad accertarsi che le fasce siano state sistemate in modo equilibrato e che ognuno sia al posto giusto, il Confrate batte tre colpi sulla “vara” e in un guizzo di luce bianca la Croce è posta in posizione verticale pronta per iniziare la processione.
Nel momento in cui viene alzato, il fercolo diviene un complesso vivente, attivo, da persone che, unite nel trasporto del Cristo in croce, si fondono fino a creare un corpo unico.
E’ per questo che in alcuni tratti si allarga in tutta la sua grandezza, in altri si restringe ed a volte si allunga, si piega, fino a dare lo spettacolo del complesso della vara costretto ad assumere una forma oblunga che esplode improvvisamente non appena ritrova lo spazio sufficiente.

Quadro Acrilico su tela  50 x 70 cm dal titolo ” Lu  Signuri de li fasci”.

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