Domenico Asmone mostra Il colore mi possiede

Domenico Asmone: la mostra “Il colore mi possiede”

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Il colore inteso come elemento preponderante nella realizzazione di un’opera, il colore come unica rappresentazione possibile del mondo esterno

Domenico Asmone mostra Il colore mi possiede

La Fondazione Luciana Matalon di Milano, in collaborazione con la Galleria Colonna di Appiano Gentile (CO), presenta dal 3 al 17 febbraio la mostra dell’artista toscano Domenico Asmone dal titolo “Il colore mi possiede”.

Artista eclettico nello stile e nel linguaggio, nato a Bologna nel 1963 ma trasferitosi sin da bambino a Pistoia dove tutt’oggi vive e lavora, Domenico Asmone ha iniziato a dipingere negli anni Ottanta partendo da un figurativo ragionato e oggettivo, caratterizzato da forme ben delineate e leggibili, per poi avvicinarsi all’informale per un’arte decisamente più istintuale e soggettiva caratterizzata dal colore e dalla luce, i due elementi che maggiormente definiscono le sue opere, che siano tele o sculture.
Il risultato è una produzione molto diversificata fortemente materica, ricca e densa. Alla Fondazione Luciana Matalon di Milano Asmone presenta oltre 20 opere caratterizzanti un ben preciso momento del suo percorso creativo, quello degli ultimi tre anni molto intensi e produttivi, in decisa dialettica con il suo recente passato.
Tre le sezioni della mostra: dipinti ad olio su tela e carta, sculture in ceramica, altorilievi in ceramica smaltata.
Le opere su tela sono la naturale evoluzione della ricerca poetico-espressiva dell’artista delle esperienze informali e che guardano agli anni Quaranta e Cinquanta del ‘900. Ma per Asmone non si tratta di espressioni volte a testimoniare tensione sociale o disagio esistenziale, né tantomeno una critica a tutto ciò che può essere riconducibile a una forma, piuttosto cerca di restituire l’energia della materia pittorico/cromatica prendendo a riferimento la natura che, dell’energia, ne è la fonte più pura.
Asmone parte dal paesaggio circostante focalizzandosi sulla forza emotiva del colore. Da qui la decisione di porre davanti al titolo di ogni opera l’aggettivo “Cromatico”, come ad esempio Cromatico mare o Cromatico verde, entrambe del 2020, proprio con l’intento di “condizionare” chi osserva a partire dalla forza cromatica nella lettura di ogni opera.
Lavori che si basano sulla forza dei colori, sui contrasti nell’accostamento di questi ultimi e sulle implicazioni percettive che accompagnano la fase emozionale.
La dimensione emotiva che scaturisce dal colore è centrale anche nelle sculture in ceramica, fortemente impattanti nel tessuto formale-pittorico a richiamare figurazioni primitive e ancestrali.
Il riferimento è sempre la natura e la dinamica del cromatismo, così come c’è coerenza di stile e di linguaggio; tuttavia, il risultato percettivo ed emozionale è del tutto diverso proprio perché il mezzo non sono più i colori a olio stesi a spatola bensì gli smalti ceramici: la lucentezza della smaltatura, i gradienti di intensità cromatico-luminosa variegati, la singolarità delle gamme cromatiche tipiche degli smalti ceramici, nonché la fusione di due o più colori voluta dall’artista portano a soluzioni dalla singolare efficacia estetica, come appare evidente in opere come Madre Terra, Cromatico notturno 1 e Cromatico notturno 2, tutte realizzate nel 2020, che inoltre evidenziano come sia sempre la natura la fonte ispiratrice dell’artista.
Infine, la terza sezione della mostra è caratterizzata dagli altorilievi in ceramica smaltata, ulteriore evoluzione delle sculture in ceramica dipinta e che si caratterizzano per la doppia cottura, prima del corpo ceramico e poi dello smalto che lo ricopre, offrendo un’ulteriore varietà di forme e di effetti cromatici assolutamente inaspettati.
Il punto di partenza è sempre la natura nelle sue più svariate espressioni. Maggiormente diversificati i soggetti, ma ciò che maggiormente colpisce è il richiamo alla città di Pistoia e in particolare alle chiese in stile romanico-gotico, che presentano le tipiche facciate bicrome in pietre bianche e verde scuro, oltre agli architravi medievali scolpiti, come nell’opera Cromatico-portale figurativo realizzato in altorilievo, dove la citazione alla bicromia delle facciate così come agli architravi sono ben intuibili nel connubio forme-colori.
Che si tratti di dipinti o sculture, immergersi nelle opere di luce e colore di Domenico Asmone significa ritrovarsi in una realtà viva e palpabile nella quale il colore assume un’importanza fondamentale nel trasmettere emozioni e i giochi cromatici non sono assolutamente casuali ma ricercati con sapienza e pazienza, impressi sulla tela o scavati nella ceramica.
Nell’intento di una ricerca non solo espressiva ma anche estetica, Asmone cerca sempre nuove soluzioni e nuove risposte capaci di rappresentare il mondo esteriore nel pieno rispetto del proprio sentire e del proprio essere, per un’arte sempre più intima e soggettiva ma capace di instaurare un reciproco dialogo con chi l’osserva.
La mostra è accompagnata da un catalogo edito dalla Casa Editrice “Gli Ori” di Pistoia con testi critici di Nello Taietti, Siliano Simoncini e Alessandro Paolo Mantovani.

INFORMAZIONI
Fondazione Luciana Matalon
Foro Buonaparte 67, Milano
t. 02878781
fineart@fondazionematalon.org

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