Cristina Pipoli

Cristina Pipoli e il “Capodanno agrario leccese”

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Cristina Pipoli
(Maraca Fotografia)

DANIELE MARTINI – In occasione della Festa di San Martino, parliamo oggi di Cristina Pipoli. Educatrice, scrittrice e giornalista, è nata l’11 novembre del 1986, nel giorno del capodanno agrario leccese. Con tanta passione lei gestisce il suo blog, ovvero una pagina nata su Facebook che ha quasi 10.000 followers, dal titolo “Cristina Pipoli Diario di bordo salentino” e dove promuove l’arte, la cultura, le marine e l’enogastronomia del suo territorio.

Cristina Pipoli è nata, come dicevamo, proprio nel giorno della Festa di San Martino. Nel Salento, questa tradizione è conosciuta come il “Capodanno agrario leccese”. Durante il giorno, infatti, le tavole sono imbandite di castagne, noci, verdure di stagione, pittule e vino novello e le famiglie e gli amici si ritrovano a vivere momenti unici e spensierati.
E, proprio nel giorno dedicato a San Martino, abbiamo avuto modo di intervistare Cristina Pipoli:

D. Come nasce la tua passione per la scrittura e l’idea del tuo blog “Diario di bordo salentino”?

R. Sono nata con la passione per la scrittura. Ricordo gli anni in cui vivevo nel torinese.  Con la mia amica d’infanzia Romina, durante il periodo adolescenziale autunnale, invernale e primaverile ci scrivevamo lunghe lettere.
Conservo ancora oggi le sue e lei le mie, ricordo la penna stilografica, l’inchiostro, il francobollo, e le nostre confidenze. Ho sempre avuto un diario segreto dove riportavo i miei stato d’animo: riprenderò presto quell’abitudine.
Diario di bordo salentino è nato dopo, nel senso inizialmente la pagina aveva solamente il mio nome e cognome: all’epoca parlavo un po’ di cronaca nera e di migrazioni, successivamente mi sono affacciata alla cultura locale salentina. Il diario di bordo è l’osservazione costante che hanno gli educatori, nei nidi, nelle strutture per persone diversamente abili l’educatore dovrebbe avere sempre un diario di bordo. I viaggiatori hanno il diario di bordo inerente i loro viaggi. Io ho l’osservazione costante della mia terra in questo modo. Osservo e riporto tutto, cerco di non tralasciare nulla nemmeno le cose negative che l’azione umana compie a danno della natura. Maria Montessori è stata una grande pedagogista di fine Ottocento: ha compiuto, attraverso la pedagogia e con l’utilizzo della penna, delle grandi rivoluzioni umane. Mi rifaccio molto ai grandi personaggi che hanno fatto la storia.  Mi rifaccio molto al suo esempio e alle sue azioni. Rifarsi ai grandi che hanno fatto e hanno trasformato la storia, secondo me, è una buona scelta di vita per migliorare molti aspetti della propria personalità.

D. Sei nata l’11 novembre, giorno di San Martino e del Capodanno agrario leccese. Cosa rappresenta per te questo importante giorno di festa?

R.  Il collegamento e la voglia di salvaguardare le memorie di un tempo, dei miei antenati delle mie antenate contadine e tabacchine. Un inno alla vita, alla trasformazione e alla rinascita. La mia data di nascita rappresenta il binomio vita-morte, è il giorno dove si assapora il buon vino e si brinda con gli amici, è il giorno dove le caldarroste riscaldano con il loro profumo la casa. È il giorno in cui si valorizza il lavoro dei contadini che hanno fatto con le mani durante la vendemmia e poi il numero 1 è il numero da cui tutto inizia. Lo dono alla mia terra, alle attività di cui parlo, alle mie radici, a quella bambina che quando è nata aveva un padre entusiasta e ha chiamato subito i suoi nipoti per dire:” È una femminuccia”. È una data simbolica dove emerge il forte legame che i nostri antenati avevano con l’ambiente. Per questo colgo l’occasione, in questo giorno, per parlare di quanto sia importante rispettare Madre Natura. Se la terra è inquinata berremo un vino o mangeremo delle castagne che ci faranno ammalare.

D. Con le tue iniziative valorizzi tanto il territorio. Che consiglio dai ai giovani per dare ulteriormente risalto alla zona in cui vivono?

R. Consiglio ai giovani di stare il più possibile a contatto con la natura, di uscire quando c’è la luce del Sole e di rispettare sempre il mondo vegetale. Di documentare e, quand’è il caso, di denunciare lo stupro ambientale. Mi rivolgo a loro e spero che portino avanti il messaggio dei nostri antenati: salvaguardare le nostre tradizioni è un lavoro molto importante. Si conserva per il futuro e per le generazioni future.

D. Quali sono i tuoi progetti futuri?

R. Continuare a portare avanti i progetti di testimonianze con il regista Gino Brotto e, perché no, se lo vorrà continuare, a girare cortometraggi con lui. Studiare e formarmi sempre attraverso master e corsi: voglio diventare un contenitore d’informazioni per poi divulgarle. Portare avanti tutti i miei progetti, avvicinarmi sempre di più al canto, perfezionare il ballo, creare inclusione per le persone diversamente abili, diventare una brava fotografa e diventare una giornalista che viene pagata per dire la verità.

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