Qui rido io film

Brindisi: al Cinema Teatro Impero il film su Edoardo Scarpetta dal titolo “Qui rido io”

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Qui rido io film

BRINDISI – La vita, il successo e le sconfitte dell’attore comico Eduardo Scarpetta nella Napoli del Novecento. Dopo le numerose richieste ricevute, “Qui rido io”, il nuovo film di Mario Martone, sarà in proiezione da sabato 30 ottobre a lunedì 1 novembre al Cinema Teatro Impero di Brindisi con spettacoli alle ore 18.00 e 20.30: ingresso euro 6, ridotto euro 4.50.

Il film è incentrato sulla figura del celebre attore e commediografo napoletano, interpretato da Toni Servillo, padre di un altro grande del panorama teatrale italiano, Eduardo De Filippo. Nel cast, oltre a Servillo, anche Maria Nazionale, Cristiana Dell’Anna, Antonia Truppo, Eduardo Scarpetta, Roberto De Francesco, Lino Musella, Paolo Pierobon con Gianfelice Imparato e Iaia Forte. Il film scava nella storia di uno degli artisti del teatro napoletano più famosi in assoluto, e lo fa mostrando l’artista, ma anche l’uomo, tra problemi familiari e legali.
Agli inizi del Novecento, nella Napoli della Belle Époque, splendono i teatri e il cinematografo. Il grande attore comico Eduardo Scarpetta è il re del botteghino. Il successo lo ha reso un uomo ricchissimo: di umili origini si è affermato grazie alle sue commedie e alla maschera di Felice Sciosciammocca che nel cuore del pubblico napoletano ha soppiantato Pulcinella. Il teatro è la sua vita e attorno al teatro gravita anche tutto il suo complesso nucleo familiare, composto da mogli, compagne, amanti, figli legittimi e illegittimi tra cui Titina, Eduardo e Peppino De Filippo. Al culmine del successo Scarpetta si concede quello che si rivelerà un pericoloso azzardo. Decide di realizzare la parodia de La figlia di Iorio, tragedia del più grande poeta italiano del tempo, Gabriele D’Annunzio. La sera del debutto in teatro si scatena un putiferio: la commedia viene interrotta tra urla, fischi e improperi sollevati dai poeti e drammaturghi della nuova generazione che gridano allo scandalo e Scarpetta finisce con l’essere denunciato per plagio dallo stesso D’Annunzio. Inizia, così, la prima storica causa sul diritto d’autore in Italia. Gli anni del processo saranno logoranti per lui e per tutta la famiglia tanto che il delicato equilibrio che la teneva insieme pare sul punto di dissolversi. Tutto nella vita di Scarpetta sembra andare in frantumi, ma con un numero da grande attore saprà sfidare il destino che lo voleva perduto e vincerà la sua ultima partita.

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