Futurismo

Attualità del movimento futurista

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Attualità del movimento futurista

a cura di Luigi Casale

FuturismoIl movimento futurista che nasce all’inizio del XX secolo ha promosso nella Società di allora una vera e propria rivoluzione culturale in molti settori dell’Arte, affrontando cambiamenti che ancora oggi si ritrovano nel panorama artistico contemporaneo.

Il Futurismo è il primo movimento di Avanguardia nato nel nostro paese, il primo a rompere l’isolamento provinciale della nostra cultura e a riempire un dialogo tra l’Italia e l’Europa. Costituisce, infatti, uno dei primi movimenti culturali a darsi un assetto interno rispetto a tutte le Avanguardie a venire e ha avuto la capacità di teorizzare e a prevedere la cultura a venire.

Le radici profonde e alcuni concetti di quel cambiamento tra i quali si possono annoverare: la ricerca del nuovo, il concetto di spazio atemporale, il trasformismo della realtà in chiave dinamica e lo spirito innovativo, sono alcuni tra gli elementi costitutivi del movimento che ritroviamo in molte opere degli artisti a noi più vicini.

E’ interessante costatare come gli artisti di allora reagirono di fronte ai cambiamenti di una società industriale in continua e accelerata evoluzione, segnata dall’avvento della macchina e in cui le scoperte scientifiche unite al rinnovato pensiero e alle nuove ideologie, modificarono enormemente la società borghese di fine “800”.

Bisogna ammettere che questi artisti, veri e propri “guerrieri”, diedero vita ad una profonda e accelerata trasformazione che riuscì ad imporsi all’intera società europea fino a metterla in crisi nei suoi valori e certezze.

Lo storico Arnaldo Ginna definiva negli anni “30 “ il Futurismo come movimento psicologico e filosofico complesso basato sul fenomeno essenziale del “ rinnovarsi “ che doveva essere applicato all’atmosfera stagnante dell’arte come della politica, della scienza, della filosofia e di tutta la vecchia mentalità borghese.

Il movimento si può assimilare ad un atto rivoluzionario ideale difficilmente definibile, una nuova forza diretta verso la costruzione dell’uomo del futuro e va inteso come un atteggiamento dinamico e rinnovatore che tende a proiettare l’arte e la vita nel futuro. La vita acquista un nuovo ritmo che è di velocità, trasformismo e potenza, il codice estetico si trasforma: bello significa anche funzionale.

Apollinaire vuole addirittura sopprimere la Storia , la forma teatrale, l’armonia, il sublime, la casa e insieme alla velocità, predica l’ubiquità intesa come l’anti tradizione. Gianpiero Lucini sostiene la lotta contro il “già fatto“ per il fare nuovissimo, mentre Francesco Balilla Pratella predica la distruzione della “quadratura “. Su tutti, predomina la personalità di Filippo Tommaso Marinetti, poeta, oratore, inventore teatrale e letterario che fu soprattutto un animatore culturale, innovatore del costume e stimolatore di nuove energie, definito per questo “ caffeina d’Europa “. Infatti con i suoi Manifesti aveva iniziato una campagna per il ribaltamento della mentalità borghese e del costume artistico di tradizione accademica. Dal 1905 Marinetti promuove poesie, inchieste e concorsi letterali, informa su tutto quello che accade d’importante nel mondo dell’arte reclutando nuove forze poetiche (Buzzi, Palazzeschi, Covoni ed altri giovani poeti) e giovani pittori tra cui : Boccioni, Carrà e Russolo, a cui si unirono più tardi Severini e Balla. La sua battaglia è principalmente artistica oltre a rinnovare i costumi, Marinetti innesca nuove idee che sicuramente influenzeranno alcune correnti artistiche europee come l’Art Nouveau, il Cubofuturismo e il Costruttivismo Sovietico; tutti animati da una forte spinta rivoluzionaria. Nel 1941 Boccioni Carrà e Russolo raggiunsero Severini a Parigi, dove conobbero Picasso e Braque potranno rendersi conto delle avanzate ricerche della pittura francese. Un’esperienza analoga avrà Balla a Monaco sviluppando ricerche fotografiche sul Movimento.

Si può affermare che il Futurismo soprattutto per merito di Marinetti abbia intuito tutti i canali di diffusione della cultura pecuniaria del nostro secolo: dalla stampa all’editoria, al circuito teatrale (famose le serate di propaganda, che erano insieme conferenze, letture di poesie, mostre di pittura, e manifestazioni musicali) al cinematografo (di cui i futuristi intuiscono l’importanza) alla radio e tutte le componenti di quelli che chiamiamo oggi mass-media, che furono individuate e sfruttate dai Futuristi. Essi trovarono al suo interno anche dei possibili sponsor di manifestazioni culturali come il finanziamento della famosa ditta Campari  per la rivista “ Dinamo Futurista “ di Depero. In particolare è da ricordare l’Architettura futurista di Antonio Sant’Elia, morto giovanissimo che prefigurerà nei suoi molteplici disegni la “città del futuro” anticipando molti aspetti delle odierne metropoli.

I “paroliberi” futuristi tra cui Carlo Carrà e lo stesso Marinetti, portarono fin dal 1914 una grossa ventata di novità in tutta Europa, con il loro linguaggio simultaneo che abolisce un vero e proprio senso di lettura, ma offre, contemporaneamente, allo spettatore , una serie di suggestioni visive, audiovisive e letterarie.

Le mostre futuriste organizzate in vari paesi europei prima dello scoppio della guerra mondiale, le conferenze di Marinetti a Londra, Madrid, Mosca e Pietroburgo, la diffusione dei Manifesti Futuristi in più lingue, fecero sì che il movimento fosse subito conosciuto, discusso e spesso accettato nei principali centri culturali europei e di altri continenti assumendo nomi diversi.

Scrittori come Joyce, Pound, Eliot, confermarono più tardi un loro debito di riconoscimento al Futurismo per le strade che implicitamente apriva il nuovo programma rivoluzionario, e come ha anche affermato Gustav Hartung tutti i movimenti mondiali di Arte Moderna hanno avuto come padre spirituale il Futurismo. Questo movimento oltre a favorire interscambi in tutta Europa esercitò una influenza diretta e positiva sull ”Ultraismo e il Modernismo Ispano- Americano“, con effetti che ritroviamo nell’arte contemporanea.

Oggi in molti Musei italiani e all’estero e in numerose Mostre temporanee, troviamo in esposizione molte opere relative a questo movimento, come il Mart di Rovereto dove il Movimento Futurista è degnamente rappresentato da Umberto Boccioni, Giacomo Balla e Fortunato Depero.

Fonti bibliografiche:

Il Futurismo di Verdone Mario
Arte Visual di Ambrosini V. e Conti G.
Principi di estetica futurista di Soffici A.
Archivi del Futurismo di Drudi Gambillo.

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