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Artisti Indimenticabili: Calvani Bruno

Incontri Artistici Scultura

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Artisti Indimenticabili: Calvani Bruno


prof. Antonio Benvenuto

Artisti Indimenticabili: Calvani Bruno
Calvani Bruno

L’artista CALVANI BRUNO è nato a Mola di Bari nel 1904. Scultore, dopo una lunga esperienza nel mondo dell’arte a Parigi, ritorna in Italia e si stabilisce definitivamente nella grande Milano ove muore nel 1985. Nel 1942 a Milano inizia la sua attività, dopo essersi formato a Roma[1].

Inizialmente i suoi genitori lo avevano avviato agli studi dell’Istituto fisico-matematico di Bari. Ma ecco sbocciare nel giovane la tendenza a una specifica sensibilità artistica, a ciò il padre si dovette arrendere e lo affidò al maestro scultore Gaetano Stella scultore già noto.

 Nel 1918 a Roma si iscrive alla scuola d’arte del nudo all’Accademia di Belle Arti. A Roma frequenta i principali ambienti artistici, divenendo amico degli artisti Carlo Socrate, Francesco Trombadori, pittori, e dello scultore Attilio Torresini.

La sua arte, possiede una forza espressiva che è evidenziata dal movimento delle masse con una immediatezza che è poi il suo pregio.

La sua tecnica apparentemente semplice, ricca di umani valori, permettono all’artista un pacato risultato, che cede al sentimento umano ogni gioia visiva, legandosi ad una classicità antica.

Oltre alla plasticità della creta, oltre la chiarezza e la lucentezza del marmo, utilizza anche il bronzo per le sue opere nelle quali trova riscontro un felice e pacato spirito.

Testa di Giovane

I meriti cominciarono a vedersi ben presto, nel 1921 la prima esposizione, presso la Mostra Annuale di Belle Arti di Bari. Dopo l’estate, si trasferisce a Milano e viene accolto, con particolare benevolenza, nello studio di Adolfo Wildt.

Nel 1926 è a Parigi ove con il suo conterraneo Onofrio Martinelli, scopre la grande città d’arte, attratto come tutti i giovani artisti da Parigi, ambiente internazionale.

Dal 1932 le occasioni per mostrare le sue opere non mancarono e riconosciuta la validità delle sue opere, entra nel mondo dell’arte nota come. “Ècole italienne de Paris”, ove erano Severini, Paresce, de Chirico, Campigli, Tozzi, de Pisis, Martinelli e molti altri.

Nel 1936, crea il gruppo “Nouvelle Génération”, espone alla mostra della corrente animata. Nel 1937 gli fu proposto di realizzare una statua per il padiglione italiano dell’Esposizione Universale.

La II guerra mondiale coglie l’artista in Francia: lo scultore subisce la prigione e il saccheggio dello studio. Nel 1942 ritorna in Italia a Milano, ove decide di risiedere. Nel 1945 è l’unico scultore ad esporre, coi pittori Renato Guttuso, Giovanni Omiccioli, Domenico Purificato e Giulio Turcato, in una collettiva alla Galleria del Secolo in via Veneto a Roma.

Nel 1952 alla Biennale di Venezia, ottiene il Premio Saint Vincent e il premio della Spiga nel 1946, il premio

 Nazionale Principe Umberto nel 1948. Una sua opera è acquistata dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Milano.

Saranno questi gli anni più importanti per la sua vita da artista. Nel 1959 il presidente della Repubblica Giovanni Gronchi gli conferisce la medaglia d’oro per i meriti della cultura e dell’arte, alla Biennale nazionale d’Arte. Tra le sue opere: La statua bronzea di Doña Flor; Il portale bronzeo della chiesa di San Giuseppe a Legnano. Ebbe il riconoscimento nel 1965 come membro dell’Accademia di San Luca.

[1] AA. VV., Enciclopedia Universale Seda dell’arte Moderna, p. 526, Ed. IDAS, Milano 1969; e ancora, www.molalibera.it

 

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