Arte quadro Hypnos

Arte: il quadro più bello di Hypnos descritto da Elio Mercuri

Arti Visive Pittura

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Nasce negli anni 80 una amicizia alchemica tra Elio Mercuri (critico D’Arte) e Gilberto Di Benedetto in Arte Hypnos. Dalla nascita di questo sodalizio intellettuale (rimasto nascosto a molti) Mercuri è sempre stato occultamente la guida di Hypnos tanto che prima di morire scrisse di lui: “Hypnos” muove all’interno dell’informale con la scelta decisa della pittura come linguaggio del profondo sul rapporto sguardo-emozione-mano nella simultaneità che svela l’immaginale.

Le sue opere sono crateri aperti dall’esplosione di un vulcano che apre la terra, il muro nero che occulta la terra è fuoco, il suo rosso amico, energia che provoca vertigine. Il rosso-eros che da comunicabilità e libertà ai vuoti interiori, a tutto ciò che dentro di noi non diventa vita ed è quotidiana tensione e sofferenza. Poi, la intensa e tenace ricerca di attivare i poteri di una sensibilità e personalità. Particolari, dono di natura attraverso lo studio, l’esperienza, delle scienze umane e delle scienze occulte; del pensiero e della magia per pervenire alla verità dell’esistenza”. Elio Mercuri era sinceramente convinto che un quadro di hypnos fosse una delle più belle opere del 900. Light kills darknes (questo è il nome dell’opera) la luce uccide l’ombra era per mercuri una sintesi pittorica del pensiero junghiano. Nel Tao cinese, un principio non può mai interamente prescindere dall’esistenza dell’altro. Come potremmo infatti, conoscere la luce se non sapessimo cosa sono le tenebre? Proprio dalla luce, e dall’esposizione di un corpo opaco ad essa, si genera l’ombra. Questa semplice osservazione del fenomeno fisico, ci permette di notare come non sia possibile scindere in maniera discreta i due aspetti di Luce/Ombra, così come le altre dualità contenute negli opposti: Buono/Cattivo, Bello/Brutto, Giusto/Ingiusto, ecc.. L’Ombra non potrebbe esistere se non esistesse la Luce. Differente nella forma, ma della stessa natura della luce a cui deve la provenienza: l’Ombra non è necessariamente malvagia, è soltanto inferiore, primitiva, sconosciuta e nascosta. Perciò quando si manifesta lo fa con tanta ferocia e tanta violenza. Porsi a confronto con la propria Ombra, vuol dire in una parola: conoscersi. La conoscenza è premessa necessaria ad ogni accettazione. Solo conoscendoci, restituendo alla coscienza anche ciò che di noi appare inaccettabile ed immorale, possiamo compiere il primo passo verso noi stessi, “rendendo cosciente il nostro vero essere, criticamente e senza riguardi”. Hypnos è ben consapevoli del valore del lato nascosto delle cose, le sue figure si comportano sempre in maniera strana. Il loro comportamento, è esattamente quello contrario alle norme del gruppo. Viene così ritualizzato con i quadri di Hypnos l’aspetto negato e rifiutato del comportamento sociale. L’Ombra viene liberata ed espressa, quindi conosciuta, in maniera non pericolosa né traumatica. Ogni aspetto di noi che viene in qualche modo respinto dalla coscienza e rifiutato, si sviluppa necessariamente in forma autonoma ed inconscia e sarà espresso come parte dell’Ombra contro la nostra stessa volontà e senza che ce ne possiamo rendere conto. Abbiamo dunque due cose messe nel sacco: rifiuti e tesori. I primi vengono a galla senza che noi li si riesca a controllare, i secondi vengono ammucchiati indiscriminatamente insieme ai rifiuti poiché non siamo in grado di riconoscere nessuno dei due come appartenente a noi. Per riappropriarci dei tesori, buttati senza distinzione nel sacco insieme ai rifiuti ed alle scorie, dobbiamo prima svuotarlo questo sacco, e ridiventare consapevoli di ciò che ci appartiene. Proprio come degli alchimisti, partiremo dal piombo e dai procedimenti infimi della nigredo, per ritrovare l’Oro insidiosamente camuffato e nascosto nel metallo più vile. L’ultima opera del pittore Hypnos “the light kills darkness” (la luce uccide le tenebre) è una tela informale che rimanda nello stile alla corrente vorticista del 900,e che nelle intenzioni dell’artista Romano esprime una riflessione sulla nostra società attuale priva di sincerità.
Nel descrivere questa opera Hypnos afferma: “La luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta. Quando la luce splende, le tenebre devono ritirarsi, il male non può nascondersi, il male quando vince la verità, è il giorno della vittoria definitiva della Luce sulle tenebre. Noi ci illudiamo che per vincere il male, serve altro male, ma in realtà il modo più efficace e duraturo, è il bene. Laddove trovi tenebra, porta luce ed essa si ritirerà. Dov’è la tenebra? Dove c’è chi usa gli altri esseri umani per il proprio interesse. Ricordiamolo, l’essere umano è sempre un fine, mai un mezzo. Nessuno ha diritto di usare qualcun altro. Pensiamo a come sarebbe diverso il nostro mondo se gli economisti, i politici, i giornalisti, i professori, i medici, gli industriali e diciamolo pure, anche i sacerdoti, usassero le loro capacità per migliorare la vita delle persone. Il mondo ha bisogno di più economisti, politici, giornalisti, professori, medici, industriali e sacerdoti avessero come unico fine il bene dell’uomo”.

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